Comunicato Stampa - Opposizione del Comune di Spinea del 22/06/2019

Comunicato Stampa - Opposizione del Comune di Spinea del 22/06/2019

Comunicato Stampa - Opposizione del Comune di Spinea del 22/06/2019

I consiglieri dei gruppi di opposizione del Comune di Spinea, augurano un buon lavoro alla nuova giunta del sindaco Vesnaver, ma non possiamo non stigmatizzare alcune delle azioni che già da questa prima convocazione del Consiglio Comunale di insediamento sono state messe in atto dalla nuova amministrazione.
Riteniamo infatti molto grave la decisione di convocare il primo Consiglio Comunale, anticipandolo a mezzo stampa e senza preventivamente informare i consiglieri di minoranza, presso la sala di Ca’ Pasqualetto.
Quella di Cà Pasqualetto è certamente una bella sala, ma è privata e con capienza piuttosto limitata rendendo così il Consiglio Comunale un evento esclusivo e per pochi allontanando la partecipazione alla vita pubblica della città, che è stata tanto promossa in vari modi in questi anni. Se vi era il timore per il possibile maltempo si potevano certamente trovare soluzioni alternative. Si interrompe così una tradizione, portata avanti in questi anni, di convocare la prima assemblea del Consiglio in piazzetta Municipio, al fine di garantire la presenza più ampia e partecipata possibile da parte di tutti i cittadini. Non costituisce inoltre un buon auspicio l’aver annunciato anzitempo, sempre a mezzo stampa, la scelta di affidare la Presidenza del Consiglio all’ex sindaco Tessari, anche in questo caso senza aver consultato in merito le opposizioni.
La figura del Presidente del Consiglio, infatti, dovrebbe essere condivisa tra le parti ed orientata alla scelta di una figura che sia garanzia di imparzialità ed equità, caratteristiche che non riteniamo possano essere rappresentate dall’ex sindaco.
Si svilisce così il ruolo del Consiglio Comunale, l'unico organo rappresentativo della Città e del voto dei cittadini che hanno diritto di scegliere il proprio presidente, eletto proprio dai consiglieri e non scelto dal Sindaco per stabilizzare logiche di equilibri interni di una maggioranza che supera di soli 56 voti il 50%.
Ne perde il senso democratico e anche l'autonomia degli organi rappresentativi della Città.