Spinea per tutte

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A proposito di Violenza contro le donne

Nel periodo di tempo in cui ho esercitato la delega di Assessora alle Pari Opportunità e alla Cultura della differenza, ho come primo atto istituito la commissione per le pari opportunità che è stata è stata luogo di ricerca e di elaborazione sui temi fondamentali dei diritti e della differenza, ha promosso azioni positive per la valorizzazione e le pari opportunità delle donne nel lavoro e nella vita civile con progetti sia europei che interregionali e con le istituzioni del territorio Mi sono sempre rivolta alla città e l'ho coinvolta, non solo nei mesi di marzo e di novembre , in dibattiti, seminari, convegni, spettacoli teatrali, flash-mob concerti, mostre d’arte aventi come tema “La Donna” e "La violenza contro le donne".
Insieme con la Commissione e alcune associazioni del territorio, ho organizzato negli anni iniziative volte alla promozione di una cultura contro i Femminicidi, e ho coinvolto la città anche in occasione dei due femminicidi avvenuti nel nostro territorio. Ho, fra le altre cose, lavorato con l'Istituto Luzzatti di Mestre in occasione dell' allestimento del progetto "Per Eleonora 2012"
Al convegno "Dalla violenza contro le donne a una forza maschile libera dalla violenza", del quale abbiamo pubblicato gli atti, sono intervenuti relatori e relatrici molto importanti ( Marisa Guarneri presidente della casa delle donne maltrattate di Milano, Beppe Pavan dell'associazione Uomini in Cammino, Giacomo Mambriani di Maschle Plurale ) che hanno lasciato traccia profonda nel nostro agire.
In collaborazione con la commissione Pari Opportunità e con l'associazione "Identità e Differenza" ho proposto percorsi di cosapevolezza di genere alle studentesse della scuola Secondaria di primo grado, anche per la scelta degli indirizzi scolastici di scuola superiore libera da condizionamenti di genere. Col supporto della "Libreria delle Donne" ho proposto più volte la visione del docufilm "Il corpo delle donne" di Lorella Zanardo per aiutare le più giovani a uscire del limite dei modelli e degli stereotipi di genere imposti dai media.
Gli incontri organizzati con personalità importanti e attenti conoscitori delle politiche della differenza e della violenza contro le donne, come Stefano Ciccone, Antonella Barina, Letizia Paolozzi e Alberto Leiss, Annarosa Buttarelli, Luisa Muraro e molti altri, hanno avuto sempre un notevole riscontro di pubblico sia femminile che maschile.
E' stato un lavoro importante , di incontri, di tessitura di relazioni, di crescita e consapevolezza che ha contribuito, credo, a rendere migliore e più consapevole la nostra città con l'esperienza maturata in questi anni penso di poter affermare che la violenza degli uomini verso le donne non si possa liquidare semplicemente nominandola come la patologia di pochi marginali e neanche come un segno di culture lontane da noi, Nasce , purtroppo,nella nostra normalità, e anche quando è esterna parla una lingua che conosciamo e che mescola more, controllo, dipendenza, onore, gelosia, frustrazione, potere.. tutte cose che noi conosciamo, prima di diventare violenza. Enfatizzare l'emergenza nasconde che si tratta di un fenomeno strutturale e diffuso. Condannare la violenza senza condannare la produce e la giustifica è un gesto vuoto.
Non basta essere genericamente contro la violenza, ma è necessario denunciarne le radici in una cultura condivisa e dif usa perché c'è il rischio che momenti importanti come la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne" si riducano a un rito pacificatore fine a se stesso, nascondendo la necessità di combattere contro i luoghi comuni, i pregiudizi e le culture complici della violenza.
Credo anche sia fondamentale chiedere a tutti gli uomini di esprimersi, di assumersi con noi donne la responsabilità di un impegno attivo per un cambiamento culturale che è l'unica condizione per contrastare la violenza ma anche un'occasione di libertà per uomini e donne.
Dobbiamo lavorare con gli uomini che affermano "Siamo largamente responsabili dei problemi e dobbiamo essere coinvolti nelle possibili soluzioni".
Solo così potremmo iniziare il cambiamento culturale che ci serve.